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Alessio Coppola: la longevità come nuova Asset Class – 7 ottobre ore 18.15, Longevity Pavillion – Porto Cervo

Alessio Coppola di Rothschild & Co Asset Management alle Longevity Weeks Costa Smeralda®: investimenti di lungo periodo e longevità come possibile Asset Class.

Quando vivere più a lungo diventa anche un tema di investimento

La longevità viene normalmente raccontata attraverso la salute.

Prevenzione, alimentazione, movimento, medicina, ricerca e qualità della vita sono le dimensioni più immediate di un fenomeno che sta progressivamente modificando le società contemporanee.

Ma cosa accade quando cambiamo prospettiva e osserviamo la longevità attraverso gli occhi di un investitore?

Una popolazione che vive più a lungo modifica i propri bisogni. Cambiano i consumi, la domanda di assistenza sanitaria, le tecnologie utilizzate, i servizi finanziari e assicurativi, il modo di abitare, lavorare, viaggiare e utilizzare il tempo libero.

Dietro l’aumento dell’aspettativa di vita si sviluppa quindi un ecosistema economico molto più ampio.

Ed è proprio qui che nasce una domanda destinata a diventare sempre più rilevante: la longevità può essere considerata anche un tema strutturale di investimento?

A portare questa riflessione alle Longevity Weeks Costa Smeralda® 2026 sarà Alessio Coppola, Managing Director e Head of Southern Europe di Rothschild & Co Asset Management, con un intervento dal titolo particolarmente significativo:

“La longevità come Asset Class”.

Chi è Alessio Coppola

Alessio Coppola opera da molti anni ai vertici dell’asset management europeo.

Secondo il profilo pubblicato dall’Associazione Italiana Private Banking, è Managing Director e Head of Southern Europe di Rothschild & Co Asset Management dal 2013ed è membro del Comité de Gérance della società dal 2018. 

Il suo percorso precedente attraversa alcuni dei principali operatori del risparmio gestito.

È stato responsabile della distribuzione Retail e Wholesale in Société Générale Asset Management, per poi entrare in Prima SGR, occupandosi dello sviluppo marketing e vendite. Dopo la fusione di Prima SGR con Anima, alla fine del 2011, ha guidato lo sviluppo del business Wholesale di Anima SGR

Oggi il sito ufficiale di Rothschild & Co lo indica come Head of Sales Southern Europe della divisione Asset Management. 

Coppola ricopre inoltre incarichi nell’Associazione Italiana Private Banking (AIPB), dove rappresenta Rothschild & Co Asset Management Europe ed è vicepresidente della Commissione Tecnica Financial Services e componente della Commissione Digital Innovation & Fintech. 

Una posizione professionale, dunque, dalla quale osservare non soltanto l’andamento dei mercati, ma anche le trasformazioni strutturali che possono modificare il modo di investire nel lungo periodo.

Investire significa prima di tutto ragionare sul tempo

Ed è proprio il tempo a creare il primo legame tra il pensiero finanziario espresso pubblicamente da Coppola e il tema della longevità.

In un’intervista rilasciata a la Repubblica nel 2017, Coppola individuava infatti uno dei problemi del risparmiatore italiano nella scarsa attenzione dedicata all’orizzonte di medio-lungo periodo.

Il punto centrale del suo ragionamento era la necessità di mantenere coerenza con un orizzonte temporale anche di cinque o sette anni senza lasciarsi condizionare eccessivamente dall’emotività provocata dalle fasi intermedie di volatilità dei mercati. 

È un’affermazione formulata in un contesto molto diverso da quello della longevity economy.

Ma contiene un principio fondamentale.

Investire significa prendere decisioni nel presente pensando a un futuro che non conosciamo ancora.

La longevità estende ulteriormente quell’orizzonte.

Se aumenta la durata potenziale della vita, aumenta anche il periodo nel quale persone, famiglie, imprese e sistemi economici dovranno prendere decisioni.

Il tempo diventa così contemporaneamente una risorsa e una variabile di rischio.

Educazione finanziaria e consapevolezza

Nella stessa intervista, Coppola insisteva su un secondo elemento: l’educazione finanziaria.

Secondo la sua analisi, il livello di cultura finanziaria in Italia era ancora insufficiente e una quota importante dei risparmiatori prendeva decisioni senza ricorrere a una consulenza professionale. Da qui la necessità, secondo Coppola, di aumentare la consapevolezza delle persone e creare occasioni di confronto capaci di accompagnarle nelle proprie scelte. 

Anche questo tema acquista una dimensione diversa quando viene osservato attraverso la longevità.

Più lunga diventa la vita, più numerose possono diventare le decisioni economiche da affrontare.

Formazione, carriera, abitazione, previdenza, protezione, salute, assistenza e trasferimento del patrimonio possono distribuirsi lungo un arco temporale molto più esteso rispetto al passato.

La longevità non rende quindi importante soltanto quanto investiamo.

Rende ancora più importante come prendiamo le decisioni.

Diversificare per affrontare l’incertezza

Un altro concetto centrale nell’intervista di Coppola è quello della diversificazione.

Parlando dell’evoluzione del mercato italiano del risparmio gestito, sottolineava il vantaggio della diversificazione del rischio rispetto alla concentrazione dell’investimento in un singolo titolo obbligazionario. 

Ancora una volta, non si tratta di un’affermazione sulla longevity economy.

Ma il principio permette di comprendere perché un grande cambiamento demografico possa interessare il mondo dell’asset management.

Investire nel lungo periodo significa inevitabilmente confrontarsi con l’incertezza.

Tecnologie cambiano. Settori economici nascono e altri perdono centralità. Nuovi bisogni generano nuovi mercati. Trasformazioni sociali e demografiche modificano la domanda.

La longevità è una di queste trasformazioni.

Che cosa significa “longevità come Asset Class”?

Qui è importante fare una distinzione.

Nel linguaggio finanziario tradizionale, una asset class è una categoria di attività con caratteristiche economiche e di rischio relativamente omogenee: azioni, obbligazioni, liquidità, immobili e altre classi di investimento.

La longevità, evidentemente, non è una asset class tradizionale nello stesso senso.

L’espressione scelta per l’intervento di Coppola alle Longevity Weeks può quindi essere letta come una provocazione intellettuale e finanziaria: la longevità sta diventando un fenomeno sufficientemente ampio, strutturale e trasversale da poter essere osservato anche come universo investibile?

La domanda è interessante proprio perché la longevità non coincide con un unico settore.

Attraversa molti settori contemporaneamente.

Dalla salute alla tecnologia: l’economia della longevità

La prima dimensione è naturalmente quella sanitaria.

Una popolazione più longeva può aumentare la domanda di prevenzione, diagnostica, farmaci, dispositivi medici, assistenza e servizi sanitari.

Ma fermarsi alla sanità sarebbe riduttivo.

La longevity economy comprende anche biotecnologie, intelligenza artificiale, tecnologie indossabili, nutrizione, fitness, wellness, assicurazioni, servizi finanziari, residenzialità e nuove forme di assistenza.

Può coinvolgere persino mobilità, turismo e formazione.

Perché vivere più a lungo significa potenzialmente attraversare più fasi della vita.

E ogni fase genera bisogni.

È questa trasversalità a rendere il fenomeno particolarmente interessante dal punto di vista economico.

Non investire nella vecchiaia, ma nella vita più lunga

C’è però un cambiamento culturale ancora più importante.

Parlare di longevity economy non significa semplicemente parlare di prodotti e servizi destinati alle persone anziane.

La longevità riguarda l’intero arco della vita.

La prevenzione può iniziare molto prima della vecchiaia. L’attività fisica è un investimento sulla salute futura. La pianificazione previdenziale viene costruita durante la vita lavorativa. Le tecnologie di monitoraggio possono essere utilizzate da persone di età molto diverse.

La prospettiva si sposta quindi dalla silver economy alla longevity economy.

Non soltanto economia dell’età avanzata, ma economia di una vita che si allunga.

Ed è una differenza sostanziale.

La longevità come megatrend

Per il mondo degli investimenti, uno dei concetti più importanti è quello di megatrend.

Un megatrend è una trasformazione strutturale capace di svilupparsi nel lungo periodo e di influenzare contemporaneamente società, economie e mercati.

Digitalizzazione, transizione energetica e cambiamento demografico ne sono esempi tipici.

La longevità si inserisce proprio nella trasformazione demografica, ma ne rappresenta una lettura particolare.

Non osserva soltanto l’invecchiamento della popolazione.

Osserva le conseguenze economiche derivanti dal fatto che milioni di persone potrebbero trascorrere una parte sempre maggiore della propria esistenza in condizioni, bisogni e aspettative differenti da quelli sui quali sono stati costruiti molti modelli economici del Novecento.

Questo può creare nuove domande.

E dove nasce una nuova domanda, possono nascere nuovi mercati.

Investire nei cambiamenti strutturali

Rothschild & Co Asset Management dichiara di organizzare la propria offerta attraverso quattro famiglie di soluzioni — Conviction, Valor, Thematic e 4Change — e di perseguire un approccio orientato alla generazione di valore nel tempo. AIPB riporta inoltre un patrimonio gestito complessivo superiore a 47 miliardi di euro e oltre 200 professionisti. 

La presenza di strategie tematiche è interessante nel contesto del ragionamento sulla longevità.

Un investimento tematico cerca infatti di identificare trasformazioni strutturali capaci di attraversare più settori economici.

Non significa che ogni società collegata a un tema sia automaticamente un buon investimento.

Né che un megatrend garantisca rendimenti.

Al contrario, tra individuare una trasformazione sociale e trasformarla in una strategia di investimento esiste una distanza considerevole.

Ed è proprio qui che diventa necessario distinguere la forza di una narrativa dalla qualità di un investimento.

Un tema di investimento non è una promessa di rendimento

Questo punto è fondamentale quando si parla di longevità.

Il fatto che la popolazione mondiale stia cambiando non significa automaticamente che qualsiasi impresa legata alla salute, al wellness o alla tecnologia rappresenti un’opportunità finanziaria.

Un’azienda può operare in un settore destinato a crescere ed essere comunque troppo cara, poco competitiva o incapace di trasformare quella crescita in redditività.

Allo stesso modo, un’innovazione può essere tecnologicamente promettente ma non raggiungere una diffusione commerciale sufficiente.

La longevità può quindi offrire un universo da analizzare, non una scorciatoia per investire.

È una distinzione essenziale.

Innovazione, sostenibilità e nuovi modelli di investimento

Il percorso professionale recente di Coppola mostra anche un’attenzione verso l’evoluzione del settore finanziario.

In AIPB partecipa infatti sia alla Commissione Financial Services sia a quella Digital Innovation & Fintech. La Commissione Financial Services dichiara tra i propri obiettivi quello di ampliare l’accesso delle famiglie ai mercati attraverso la consulenza, con attenzione anche alle variabili ambientali, sociali e di governance e a una prospettiva di medio-lungo periodo. 

Coppola compare inoltre nell’advisory board di BXT, realtà che sviluppa tecnologia di intelligenza artificiale predittiva applicata alla finanza. 

Sono elementi che descrivono un settore in trasformazione, nel quale tecnologia, dati e nuovi strumenti stanno modificando anche i processi di analisi e investimento.

Investire sostenibile significa anche pensare al lungo periodo

Un altro tassello emerge dalle dichiarazioni di Coppola sulla sostenibilità.

In occasione di una collaborazione tra Sella SGR e Rothschild & Co Asset Management, Coppola sottolineava l’impegno del gruppo verso un modello di business capace di integrare anche obiettivi non finanziari. 

Anche qui il collegamento con la longevità non deve essere forzato.

Ma esiste un terreno comune: il lungo periodo.

Se l’orizzonte dell’investimento si allunga, la sostenibilità economica di un’impresa, la sua capacità di adattarsi e il modo in cui affronta trasformazioni ambientali e sociali diventano elementi sempre più difficili da ignorare.

La longevità aggiunge a questo scenario una trasformazione demografica destinata a svilupparsi nell’arco di decenni.

Più anni di vita, più anni di capitale?

Esiste poi un secondo modo di interpretare il rapporto tra longevità e investimenti.

Non riguarda ciò in cui investiamo.

Riguarda per quanto tempo dobbiamo investire.

Se la vita si allunga, può allungarsi anche l’orizzonte durante il quale il patrimonio deve sostenere una persona.

Diventa quindi necessario interrogarsi sulla relazione tra risparmio, investimento, previdenza e decumulo.

È la stessa trasformazione che abbiamo incontrato parlando di patrimonio e protezione: la longevità modifica contemporaneamente l’economia che produce nuove opportunità di investimento e la vita finanziaria delle persone chiamate a investire.

In questo senso possiede una doppia dimensione.

È un fenomeno da finanziare e, contemporaneamente, un fenomeno per il quale dobbiamo finanziarci.

Dalla longevity economy al longevity investing

È forse qui che l’espressione “longevità come Asset Class” acquista il suo significato più interessante.

Non necessariamente nella creazione di una nuova categoria finanziaria formalmente separata dalle altre.

Piuttosto nella possibilità di osservare la longevità come una lente attraverso cui individuare aziende, tecnologie e modelli di business destinati a rispondere ai bisogni di società più longeve.

Salute.

Prevenzione.

Biotecnologie.

Diagnostica.

Intelligenza artificiale.

Wearable.

Nutrizione.

Fitness.

Servizi finanziari.

Assicurazioni.

Assistenza.

Sono mondi apparentemente lontani che possono essere collegati dalla stessa trasformazione demografica.

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