Dall’abbigliamento tecnico agli smart textile capaci di monitorare parametri fisiologici: il percorso di Arnaldo Usai racconta come wearable, ricerca e intelligenza artificiale stiano aprendo nuove prospettive per prevenzione e longevità.
Quando un abito diventa tecnologia
E se l’abito che indossiamo potesse diventare uno strumento capace di osservare alcuni segnali del nostro organismo?
Non uno smartwatch da ricordarsi di mettere al polso. Non un dispositivo esterno da applicare al corpo. Ma il tessuto stesso, trasformato in un’interfaccia capace di integrare sensori e accompagnare la persona durante le normali attività quotidiane.
È attorno a questa idea che si sviluppa da anni il lavoro di Arnaldo Usai, imprenditore e manager italiano specializzato nell’abbigliamento tecnico e nelle tecnologie indossabili, tra i protagonisti di Longevity & Investments alle Longevity Weeks Costa Smeralda® 2026.
A Porto Cervo Usai interverrà insieme a Maurizio Tondo sul tema delle nuove tecnologie indossabili “E-textile – Made in Sardinia”, affrontando la nuova generazione di Adaptive Wearables & AI e la valorizzazione della Bio-banca Sarda nell’ambito del programma Tràma de Salùde, sviluppato con il coinvolgimento dell’Università di Sassari. L’incontro prevede anche una dimostrazione pratica del dispositivo.
Dietro questo appuntamento c’è però una storia di ricerca e sviluppo iniziata molto prima dell’attuale esplosione dell’intelligenza artificiale e della medicina digitale
Arnaldo Usai: dall’abbigliamento tecnico agli smart textile
La tecnologia indossabile, nel percorso professionale di Usai, nasce dall’abbigliamento.
In un’intervista a Sports Business Journal, Usai racconta di aver maturato vent’anni di esperienza nel settore dell’abbigliamento tecnico destinato alle Forze Armate e quindici anni nella consulenza tecnologica, sviluppando materiali e soluzioni integrate destinate ad applicazioni definite “mission critical”.
È un punto importante per comprenderne il percorso.
Prima che il concetto di wearable technology diventasse parte del linguaggio quotidiano, il problema era già quello di creare indumenti capaci di svolgere una funzione che andasse oltre la protezione passiva del corpo.
Dalla difesa alla sicurezza sul lavoro, dalla medicina allo sport, il passaggio successivo è quasi naturale: se un capo viene comunque indossato, perché non trasformarlo in uno strumento capace di raccogliere informazioni?
È da questa convergenza tra tessile ed elettronica che nasce il mondo degli smart textile.
Un indumento capace di leggere parametri fisiologici
Uno dei risultati più significativi di questo percorso è documentato dall’Università di Bologna.
Usai compare infatti tra gli inventori di un brevetto, depositato nel dicembre 2018, relativo a un indumento sensorizzato per il monitoraggio di parametri biovitali, sviluppato insieme a ricercatori delle Università di Bologna e Cagliari e a Let’s Web-earable Solutions.
La caratteristica centrale della tecnologia è l’integrazione nell’indumento di sensori completamente tessili e sostanzialmente impercettibili, come elettrodi per ECG e sensori per la respirazione, collegati attraverso fili conduttivi tessili a un’unità elettronica.
L’obiettivo è consentire la lettura in tempo reale di parametri fisiologici anche durante il movimento e l’attività fisica, senza trasformare il monitoraggio in un ostacolo alle normali attività della persona.
È qui che cambia il paradigma.
Il dispositivo non viene semplicemente indossato insieme all’abito: è l’abito stesso a diventare parte del dispositivo.
Il corpo come fonte continua di informazioni
In un’intervista dedicata allo sviluppo di AccYouRate, Usai descrive un ecosistema basato su una nuova generazione di wearable in grado di monitorare parametri biovitali in tempo reale attraverso sensori conduttivi incorporati nei tessuti.
L’obiettivo dichiarato è rendere il sistema confortevole e compatibile con le attività quotidiane, permettendo contemporaneamente la raccolta e la trasmissione continuativa dei dati e la loro successiva analisi attraverso una piattaforma software.
Ed è proprio questo passaggio a rendere gli smart textile particolarmente interessanti nel dibattito contemporaneo sulla longevità.
Perché la questione non riguarda soltanto quanti dati possiamo raccogliere, ma la possibilità di osservare alcuni parametri nel tempo e di trasformare una successione di misurazioni in informazioni interpretabili.
Il wearable diventa così potenzialmente un punto di contatto tra corpo, dato e sistema di analisi.
Dalla sicurezza sul lavoro alla prevenzione
Nel 2019, presentando il progetto AccYouRate, Usai parlava di una nuova rivoluzione industriale nella quale la persona tornava al centro dell’innovazione.
L’applicazione iniziale riguardava soprattutto la sicurezza sul lavoro: utilizzare indumenti sensorizzati per osservare parametri biovitali e ambientali e contribuire alla gestione dello stress psicofisico, della sicurezza e del benessere dei lavoratori.
Il progetto nasceva dall’incontro tra ricerca tessile e tecnologica e aveva coinvolto anche le Università di Bologna e Cagliari.
Ma le potenzialità della tecnologia andavano già oltre l’ambiente professionale.
Se infatti un tessuto può acquisire in maniera continuativa determinati segnali fisiologici, le possibili applicazioni si estendono alla medicina, alla telemedicina, allo sport e al monitoraggio di persone fragili.
Ed è proprio su questo terreno che negli anni successivi sono nate alcune delle sperimentazioni più interessanti.
Il progetto sulla sindrome di Rett
Nel 2023 la Repubblica ha raccontato un progetto di ricerca sviluppato a Siena sull’impiego di tecnologia wearable per pazienti affette da sindrome di Rett, rara patologia neurologica dello sviluppo.
In quell’occasione Usai spiegava che lo studio prevedeva un monitoraggio domiciliare continuativo e non invasivo di parametri quali elettrocardiogramma e frequenza cardiaca, attività respiratoria, variazioni della temperatura cutanea e rilevazione di urti e cadute.
L’esempio permette di capire concretamente quale possa essere uno dei vantaggi della tecnologia tessile.
Il monitoraggio non è confinato necessariamente a una struttura sanitaria o a un singolo momento della giornata: può accompagnare la persona nel proprio ambiente quotidiano.
Non significa sostituire la valutazione clinica con un indumento, ma esplorare nuove modalità di acquisizione continuativa di informazioni che possano essere messe a disposizione della ricerca e dei professionisti sanitari.
Una distinzione fondamentale, soprattutto quando si parla di wearable e salute.
Dal wearable alla telemedicina: una ricerca pubblicata nel 2026
La traiettoria arriva fino alla ricerca scientifica più recente.
Il 31 agosto 2026, il Journal of Robotic Surgery ha pubblicato uno studio multicentrico prospettico dedicato alla fattibilità e alla sicurezza della dimissione precoce dopo interventi di chirurgia uro-oncologica robot-assistita attraverso un sistema di telemonitoraggio wearable.
Arnaldo Usai figura tra gli autori dello studio con affiliazione a Digital Uniforms – Solutions and Technologies di Alghero.
Secondo l’articolo scientifico, ai pazienti coinvolti è stato fornito un sistema wearable di telemonitoraggio basato su una tecnologia brevettata nel campo dell’e-textile attribuita a Usai. I partecipanti inseriti nel protocollo sono stati dimessi 48 ore prima rispetto al percorso postoperatorio standard e monitorati a distanza durante la prima fase di recupero.
Lo studio non va interpretato come la dimostrazione che un wearable possa sostituire l’assistenza sanitaria tradizionale. È invece significativo perché mostra quanto la ricerca sull’e-textile stia entrando in contesti clinici concreti, nei quali monitoraggio remoto e continuità assistenziale possono essere studiati come strumenti complementari al percorso ospedaliero.
Usai ha fornito supporto tecnico e contribuito all’implementazione dello studio.
Dall’e-textile all’intelligenza artificiale
Il passo successivo riguarda l’intelligenza artificiale.
La disponibilità di grandi quantità di dati non è infatti sufficiente, da sola, a produrre conoscenza utile. Occorre organizzarli, individuare pattern, mettere in relazione segnali differenti e sviluppare modelli capaci di aiutare nell’interpretazione.
È precisamente in questa direzione che si colloca Tràma de Salùde, il progetto che collega la ricerca sui wearable alla medicina preventiva in Sardegna.
Il progetto è dedicato allo sviluppo di tecnologie indossabili rivolte alla prevenzione, alla profilazione e allo studio del miglioramento della vita attiva, con particolare attenzione alle popolazioni anziane, fragili e vulnerabili.
Tràma de Salùde: wearable e medicina preventiva in Sardegna
Tràma de Salùde è un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito dell’ecosistema dell’innovazione e.INS – Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia, Spoke 01 dedicato alla medicina preventiva, genomica, innovazione digitale e telemedicina.
La documentazione dell’Università di Sassari indica Digital Uniforms – Technology and Solutions come capofila e SapiensAIoT come partner del progetto.
Al centro della ricerca c’è lo sviluppo di Smart-ARM, descritto dal progetto come una tecnologia indossabile multiparametrica destinata al monitoraggio continuativo di parametri biovitali nelle popolazioni anziane e vulnerabili.
Il programma integra sensoristica wearable e algoritmi di intelligenza artificiale e prevede una sperimentazione clinica collegata al territorio sardo.
Qui tecnologia e longevità finiscono per incontrarsi in maniera molto concreta.
Non si tratta semplicemente di costruire dispositivi sempre più sofisticati, ma di comprendere se tecnologie sufficientemente discrete da accompagnare una persona nella quotidianità possano contribuire allo sviluppo di nuovi modelli di medicina preventiva e monitoraggio della salute.
La Sardegna come laboratorio della longevità tecnologica
La dimensione territoriale rende il progetto particolarmente significativo per le Longevity Weeks Costa Smeralda®.
La Sardegna è infatti al centro di programmi che mettono in relazione ricerca biomedica, medicina preventiva, patrimonio di dati e innovazione. Nell’ambito dell’ecosistema e.INS, il progetto SardGen ha lavorato anche sulla prospettiva di utilizzare dati genetici con utilità clinica validata per diagnosi e prevenzione, nel rispetto del consenso dei partecipanti, mentre è prevista una biobanca destinata ad attività di ricerca e sviluppo basate su analisi genomiche e immunologiche.
Il programma che Usai presenterà a Porto Cervo introduce in questo scenario un’altra dimensione: il dato generato dal corpo attraverso tecnologie indossabili.
Genomica, biobanche, parametri fisiologici, wearable e sistemi di analisi appartengono a livelli differenti della ricerca e non vanno confusi. Ma la loro progressiva convergenza mostra una delle direzioni più interessanti della medicina contemporanea: passare dalla fotografia occasionale dello stato di salute a una conoscenza potenzialmente più continuativa e multidimensionale della persona.
Tecnologia invisibile, informazione continua
C’è un filo che attraversa tutta la storia professionale di Arnaldo Usai.
Parte dall’abbigliamento tecnico, passa attraverso i tessuti sensorizzati, incontra biosensori e telemonitoraggio e arriva oggi all’intelligenza artificiale.
Eppure l’oggetto rimane sorprendentemente semplice: un indumento.
La sfida consiste proprio nel rendere la tecnologia sempre meno invasiva.
Un dispositivo che interferisce con la vita quotidiana rischia di essere utilizzato soltanto occasionalmente. Un sistema integrato in qualcosa che indossiamo normalmente apre invece la possibilità di osservare il corpo in condizioni più vicine alla vita reale.
È una prospettiva che rende l’e-textile particolarmente interessante anche per il futuro della longevità.
Tecnologia e longevità: dalla misurazione alla prevenzione
Vivere più a lungo non significa soltanto aggiungere anni alla vita.
La vera sfida è aumentare gli anni vissuti mantenendo il più possibile autonomia, funzionalità e qualità della vita. Ed è qui che prevenzione e capacità di riconoscere precocemente i cambiamenti assumono un ruolo centrale.
I wearable non rappresentano una risposta definitiva a questa sfida. Possono però diventare uno degli strumenti attraverso cui raccogliere informazioni prima difficili da ottenere con continuità.
Il passaggio decisivo sarà trasformare questi dati in informazioni realmente utili, clinicamente validate e utilizzabili in modo responsabile.
Per questo la partita degli smart textile non riguarda soltanto il tessile, così come quella dell’intelligenza artificiale applicata alla salute non riguarda soltanto gli algoritmi.
Riguarda l’integrazione tra ricerca, medicina, tecnologia e persona.
Arnaldo Usai alle Longevity Weeks Costa Smeralda® 2026
È questa evoluzione che Arnaldo Usai porterà alle Longevity Weeks Costa Smeralda® 2026, all’interno dell’area dedicata a Longevity & Investments.
Il suo intervento, insieme a Maurizio Tondo, sarà dedicato alle nuove tecnologie indossabili E-textile Made in Sardinia, alla generazione degli Adaptive Wearables & AI e alle possibili connessioni con il patrimonio di ricerca della Sardegna.
È prevista anche una dimostrazione pratica del dispositivo, portando il pubblico dal racconto della tecnologia alla possibilità di vederne concretamente il funzionamento.
Dall’uniforme tecnica al tessuto sensorizzato, dal monitoraggio del lavoratore alla telemedicina, fino agli Adaptive Wearables e all’intelligenza artificiale, il percorso di Usai racconta bene uno dei cambiamenti che stanno attraversando il mondo della salute.
Perché una parte del futuro della prevenzione potrebbe non avere l’aspetto di una macchina medicale.
Potrebbe assomigliare semplicemente a qualcosa che indossiamo.
Fonti:
- Università di Bologna — “Indumento sensorizzato per il monitoraggio dei parametri biovitali”: scheda ufficiale del brevetto, inventori, caratteristiche dei sensori tessili e applicazioni.
Consulta la scheda dell’Università di Bologna - Sports Business Journal — “AccYouRate is creating smart apparel capable of monitoring bio-vital parameters in real-time”: intervista diretta ad Arnaldo Usai sul suo percorso professionale, sull’ecosistema wearable e sul funzionamento della tecnologia.
Leggi l’intervista di Sports Business Journal - Innovation Post — “Sicurezza sul lavoro: gli indumenti sensorizzati AccYouRate monitorano la salute dei lavoratori”: dichiarazioni di Usai e storia dello sviluppo della tecnologia.
Leggi l’articolo di Innovation Post - la Repubblica — “Sindrome di Rett, a Siena un progetto di ricerca con tecnologia wearable italiana”, 5 giugno 2023: dichiarazioni dirette di Usai sul monitoraggio domiciliare non invasivo.
Leggi l’articolo di Repubblica - Journal of Robotic Surgery / Springer Nature — “Feasibility and safety of early discharge after robot-assisted uro-oncologic surgery using wearable telemonitoring”, 31 agosto 2026: studio scientifico multicentrico sul telemonitoraggio wearable, con Arnaldo Usai tra gli autori.
Consulta lo studio scientifico - PubMed — scheda bibliografica dello studio sul telemonitoraggio wearable, pubblicato nel Journal of Robotic Surgery, volume 20, 2026.
Consulta PubMed - Tràma de Salùde — sito ufficiale del progetto: obiettivi, Smart-ARM, medicina preventiva, AI, popolazioni anziane e vulnerabili e collaborazione con l’Università di Sassari.
Consulta il progetto Tràma de Salùde - Università degli Studi di Sassari — documentazione e.INS, Spoke 01: concessione del finanziamento al progetto Tràma de Salùde, Digital Uniforms capofila e SapiensAIoT partner.
Consulta il documento dell’Università di Sassari - L’Unione Sarda — SardGen e medicina preventiva in Sardegna: quadro del programma SardGen, biobanca e utilizzo dei dati genetici nella ricerca e prevenzione.
Leggi l’approfondimento su SardGen







