Running, ciclismo, triathlon, trail e nuoto non sono soltanto discipline sportive. Intorno all’endurance cresce un ecosistema fatto di eventi, turismo, tecnologia e territori. Andrea Casalini, CEO di ENDU, lo racconta alle Longevity Weeks Costa Smeralda®.
Quando correre, pedalare e nuotare diventano economia
Una maratona non dura soltanto 42,195 chilometri.
Comincia molto prima della partenza, con mesi di allenamento, l’acquisto dell’attrezzatura, l’iscrizione alla gara, la scelta della destinazione e l’organizzazione del viaggio. E spesso continua dopo il traguardo, trasformando una competizione in un weekend, un viaggio o un’esperienza condivisa con famiglia e amici.
Lo stesso accade nel ciclismo, nel triathlon, nel trail running e nel nuoto in acque libere. È in questo spazio che lo sport incontra l’economia.
Gli sport endurance hanno progressivamente generato un ecosistema che coinvolge atleti, organizzatori, piattaforme digitali, aziende, strutture ricettive, territori e destinazioni turistiche.
Alle Longevity Weeks Costa Smeralda® 2026, sarà Andrea Casalini, CEO di ENDU, ad affrontare questa dimensione con un intervento dedicato a “Il fenomeno economico degli sport endurance”.
Un tema particolarmente coerente con una manifestazione che considera l’attività fisica non soltanto come pratica sportiva, ma come parte di una riflessione più ampia su benessere, qualità della vita e longevità.
Chi è Andrea Casalini
Andrea Casalini è un manager e imprenditore con una lunga esperienza nell’economia digitale.
Prima di arrivare alla guida di ENDU ha attraversato alcune delle fasi più significative dello sviluppo del digitale italiano.
Dopo gli inizi nella consulenza, prima in Andersen Consulting e successivamente in McKinsey & Company, negli uffici di Milano e Chicago, Casalini è entrato in EDS Italia, arrivando a ricoprire il ruolo di amministratore delegato e assumendo successivamente responsabilità europee nella divisione e-solutions.
Dal 2000 al 2013 è stato CEO di Buongiorno, società protagonista della prima grande stagione dei contenuti e servizi digitali per dispositivi mobili. Un curriculum societario successivamente pubblicato da Cerved ricostruisce quella fase descrivendo il percorso che portò Buongiorno da startup a società quotata alla Borsa di Milano e, infine, all’acquisizione da parte del gruppo giapponese NTT DOCOMO nel 2012.
Casalini ha poi guidato Eataly Net, la società dedicata all’e-commerce internazionale di Eataly, e ha investito in diverse startup italiane, tra cui realtà che sarebbero diventate nomi conosciuti dell’economia digitale come Restopolis, poi acquisita da TheFork/Tripadvisor, DoveConviene/Shopfully, Supermercato24/Everli, Talent Garden e WeRoad.
Tecnologia, piattaforme, marketplace, community. Sono proprio questi elementi che Casalini porta successivamente nel mondo dello sport.
L’arrivo alla guida di ENDU
Nel settembre 2022 Casalini diventa azionista di riferimento e CEO del gruppo ENDU, realtà specializzata nei servizi digitali dedicati agli sport di endurance.
All’annuncio dell’operazione, il manager spiegava di voler mettere la propria esperienza nel digitale al servizio di un progetto capace di coinvolgere milioni di appassionati e contribuire a cambiare il mercato italiano degli eventi sportivi amatoriali.
La questione che poneva era significativa. In Italia milioni di persone corrono, pedalano, nuotano o praticano altri sport di resistenza, ma soltanto una parte di loro trasforma l’attività quotidiana in partecipazione a eventi organizzati.
L’ambizione di ENDU è intervenire proprio su quella distanza: rendere più semplice passare dalla pratica individuale all’esperienza sportiva condivisa.
Oggi ENDU si presenta come una piattaforma dedicata agli sport di endurance che mette in relazione sportivi, organizzatori, società sportive, territori e brand. La società dichiara una community superiore al milione di sportivi e una collaborazione con quasi 2.000 eventi.
Lo sport endurance è un ecosistema
Ed è proprio la parola ecosistema a permettere di comprendere la dimensione economica dell’endurance.
Dietro un atleta che partecipa a una gara esistono infatti molte attività.
C’è l’organizzazione dell’evento. Ci sono iscrizioni e cronometraggio. Ci sono attrezzatura e abbigliamento. Ci sono alimentazione e servizi dedicati alla preparazione. Ci sono tecnologia, applicazioni, tracking, fotografie e gestione dei dati. E poi ci sono trasporti, hotel, ristorazione e turismo.
La gara è quindi soltanto il momento più visibile di una catena economica molto più ampia.
Una ricerca realizzata da ENDU durante la pandemia, in collaborazione con Nielsen Sports, aveva già permesso di osservare indirettamente le dimensioni del fenomeno: la cancellazione degli eventi endurance tra febbraio e giugno 2020 era stata associata a un danno economico stimato tra 475 e 535 milioni di euro per la spesa dei praticanti e tra 176 e 208 milioni per gli organizzatori degli eventi coinvolti.
Quei numeri fotografavano una situazione eccezionale, quindi non vanno utilizzati come misura dell’economia endurance attuale.
Ma mostravano chiaramente una cosa: quando una gara scompare, l’impatto non riguarda soltanto chi avrebbe dovuto parteciparvi. Riguarda un’intera filiera.
Dal partecipante al turista sportivo
Negli ultimi anni questa relazione è diventata ancora più evidente attraverso la crescita del turismo sportivo.
Chi partecipa a una gara spesso deve raggiungere una destinazione. Può fermarsi una o più notti.
Mangia nei ristoranti, utilizza trasporti, visita il territorio e frequentemente viaggia accompagnato. Lo sport diventa così una motivazione di viaggio.
Uno studio sul turismo sportivo diffuso nel 2024 e ripreso da La Gazzetta dello Sport ha stimato in circa 7,5 miliardi di euro l’indotto generato in Italia dal fenomeno. Tra i dati evidenziati, il 64,8% dei turisti sportivi viaggia con la famiglia e il 23,5% con amici; inoltre il 63,4% dichiara la propensione a cambiare destinazione da un viaggio all’altro.
Sono percentuali particolarmente interessanti. Perché mostrano che l’atleta non rappresenta soltanto un partecipante.
Può diventare un visitatore capace di generare economia attorno all’esperienza sportiva.
Andrea Casalini: il potenziale italiano è ancora da esplorare
Commentando quei dati, Casalini ha sottolineato come il potenziale italiano nel turismo sportivo sia ancora in larga parte inesplorato e come la crescente ricerca di esperienze autentiche legate a sport e benessere possa rappresentare una leva per il turismo del futuro.
È probabilmente uno dei passaggi più interessanti per comprendere la sua presenza alle Longevity Weeks Costa Smeralda®. Perché sposta il ragionamento dalla singola gara al territorio.
Running, trail, ciclismo, trekking e nuoto hanno una caratteristica particolare: molte di queste discipline non richiedono necessariamente uno stadio. Il loro campo di gara può essere una città, una strada, una montagna, un sentiero, una costa, il mare.
Lo sport entra quindi fisicamente nel paesaggio e diventa un modo attraverso cui conoscere una destinazione.
Il territorio come parte dell’esperienza sportiva
In questo modello, il luogo non è più soltanto lo sfondo della competizione. Diventa parte del prodotto.
Un trail può essere scelto per il paesaggio che attraversa, una granfondo per le strade sulle quali si pedala, una gara di nuoto per la qualità e la bellezza del mare, una maratona perché permette di attraversare una città in una condizione irripetibile.
È un meccanismo che interessa particolarmente destinazioni caratterizzate da un forte patrimonio naturale.
E spiega perché sport e turismo possano generare una relazione economica molto più profonda della semplice organizzazione di un evento.
Porto Cervo: sport e destinazione
Le Longevity Weeks Costa Smeralda® rappresentano, da questo punto di vista, un caso particolarmente interessante.
Il programma sportivo utilizza infatti il territorio come parte dell’esperienza.
Mare, sentieri e spazi all’aperto diventano luoghi nei quali praticare sport, mentre Porto Cervo si trasforma da destinazione da osservare a territorio da vivere fisicamente.
La relazione è particolarmente evidente negli sport endurance. L’esperienza della destinazione diventa così inseparabile dall’esperienza sportiva.
Ed è proprio questa sovrapposizione a poter generare nuovo valore turistico.
Sport e destagionalizzazione
Esiste poi un’altra dimensione economica particolarmente rilevante: il calendario.
Molte competizioni endurance si svolgono nei mesi primaverili e autunnali, quando le condizioni climatiche possono essere più favorevoli rispetto al pieno dell’estate.
Per le destinazioni turistiche questo può trasformare lo sport in uno strumento utile ad ampliare le motivazioni di viaggio oltre l’alta stagione.
Un atleta può scegliere una località in ottobre non perché vuole trascorrere una tradizionale vacanza balneare, ma perché vuole partecipare a una gara.
E quella gara può diventare la ragione per scoprire un territorio in un momento diverso dell’anno.
Nel caso delle Longevity Weeks Costa Smeralda®, questa relazione assume un significato evidente: il programma si sviluppa tra la fine di settembre e ottobre, contribuendo a proporre nuove ragioni per vivere Porto Cervo oltre la stagione estiva tradizionale.
Dal turismo sportivo all’economia del benessere
C’è però un passaggio ulteriore: Casalini non parla soltanto di turismo.
Nelle sue dichiarazioni pubbliche ritorna spesso il rapporto tra sport e benessere.
Nel 2023, commentando una partnership tra ENDU ed EvoData, spiegava che uno degli obiettivi era contribuire al benessere delle persone promuovendo e rendendo più semplice l’accesso agli eventi sportivi organizzati in Italia.
È un concetto importante: la tecnologia non è quindi necessariamente l’esperienza finale. È l’infrastruttura che può ridurre gli ostacoli alla partecipazione.
Cercare una gara, iscriversi, ricevere informazioni, consultare risultati e classifiche, accedere a fotografie e servizi.
Più semplice diventa il percorso digitale, minore può diventare la distanza tra l’intenzione di praticare sport e la partecipazione effettiva.
La tecnologia come infrastruttura dello sport
È qui che il percorso professionale di Casalini diventa particolarmente interessante.
Il manager che ha attraversato internet, mobile commerce ed e-commerce applica oggi la logica delle piattaforme digitali allo sport.
ENDU non organizza semplicemente contenuti dedicati al running o al ciclismo; la piattaforma mette in relazione diversi soggetti di una stessa filiera.
ENDU indica tra i propri servizi la gestione e promozione delle iscrizioni, risultati e classifiche, fotografie, live tracking e strumenti gestionali per società sportive.
La partnership con EvoData ha ulteriormente ampliato questa infrastruttura digitale, integrando servizi collegati a un numero molto elevato di eventi.
Una community che produce valore
Esiste poi una caratteristica specifica degli sport endurance: la loro capacità di creare comunità.
Chi corre può allenarsi da solo, ma una gara è un’esperienza collettiva. Lo stesso vale per ciclismo, triathlon o nuoto in acque libere. L’evento trasforma migliaia di percorsi individuali in un unico momento condiviso.
Ed è proprio la community a generare parte del valore economico. Per i brand rappresenta un pubblico con passioni e comportamenti riconoscibili. Per gli organizzatori costituisce la base della partecipazione. Per i territori diventa un flusso di visitatori. Per le piattaforme digitali genera relazioni, contenuti e servizi. Per gli atleti, infine, rappresenta motivazione e appartenenza.
L’economia dell’endurance nasce quindi anche dalla capacità dello sport di trasformare un’attività individuale in una rete di relazioni.
Dalla performance alla partecipazione
Questo porta a un altro punto centrale nella visione espressa da Casalini quando assunse la guida di ENDU.
La grande opportunità non era rivolta soltanto agli atleti più competitivi.
Riguardava i milioni di persone che praticano sport regolarmente ma non pensano di poter partecipare a un evento organizzato.
È un cambiamento di prospettiva importante: se l’endurance viene raccontato esclusivamente attraverso la prestazione estrema, il pubblico potenziale rimane limitato.
Se invece l’evento diventa esperienza, obiettivo personale, viaggio e occasione di condivisione, il perimetro può ampliarsi enormemente.
Lo dimostra anche la biografia sportiva dello stesso Casalini: sul canale ufficiale ENDU racconta di aver giocato a rugby da ragazzo, di avere iniziato a correre a 35 anni, di aver completato sei maratone e di essersi successivamente avvicinato al triathlon fino a diventare Ironman.
Non è quindi soltanto il CEO di una piattaforma dedicata all’endurance. È anche un praticante.
Endurance e longevità: il punto di incontro
Il collegamento con le Longevity Weeks deve però essere trattato con precisione.
Non sarebbe corretto sostenere che praticare una maratona o un Ironman garantisca di vivere più a lungo.
La longevità è un fenomeno complesso, influenzato da molti fattori. Ma sport endurance e cultura della longevità condividono almeno una dimensione fondamentale: il tempo.
Nell’endurance il risultato non nasce in pochi minuti. Si costruisce attraverso allenamento, costanza, recupero, progressione e capacità di ascoltare il corpo. Anche la qualità della vita nel lungo periodo dipende da comportamenti costruiti nel tempo.
La prospettiva cambia così dalla prestazione occasionale alla continuità: non semplicemente fare sport. Costruire una vita nella quale il movimento continui ad avere spazio.
Andrea Casalini alle Longevity Weeks Costa Smeralda® 2026
Con “Il fenomeno economico degli sport endurance”, Andrea Casalini porta dunque alle Longevity Weeks Costa Smeralda® una prospettiva particolarmente concreta sulla longevity economy.
Perché parlare di una vita più lunga e migliore significa inevitabilmente parlare anche di come utilizziamo il nostro tempo.
E sempre più persone scelgono di utilizzarne una parte correndo, pedalando, nuotando, camminando e viaggiando per farlo. Intorno a quelle scelte cresce un’economia fatta di eventi e tecnologia, ma anche di territori, turismo, relazioni e benessere.
L’Italia dispone di condizioni particolarmente favorevoli per svilupparla: città, coste, montagne, borghi, strade e sentieri possono diventare contemporaneamente luoghi dello sport e motivazioni di viaggio.
È in questo passaggio che l’endurance smette di essere soltanto una disciplina sportiva e diventa un fenomeno economico, sociale e territoriale.
E Porto Cervo, durante le Longevity Weeks Costa Smeralda®, diventa uno dei luoghi nei quali osservarlo da vicino.
Fonti:
Queste sono le fonti che metterei in calce alla versione pubblicata:
- ENDU — profilo e presentazione aziendale. Fonte diretta per missione, servizi, dimensioni della community ed ecosistema degli eventi endurance.
ENDU - ENDU Channel — “I nostri consigli per un’estate al top”. Contiene la presentazione personale di Casalini: rugby, corsa iniziata a 35 anni, sei maratone e percorso nel triathlon fino all’Ironman.
Approfondimento ENDU Channel - ENDU — annuncio della nomina di Andrea Casalini alla guida del gruppo. È una fonte diretta particolarmente importante perché contiene le sue dichiarazioni sulla volontà di ampliare la partecipazione agli eventi sportivi amatoriali.
Andrea Casalini alla guida di ENDU - Business People — “Andrea Casalini alla guida del gruppo Endu”. Utile per ricostruire il percorso manageriale e imprenditoriale: McKinsey, EDS, Buongiorno, Eataly Net, investimenti in startup e successivo ingresso in ENDU.
Profilo di Andrea Casalini - Cerved — curriculum vitae di Andrea Casalini. Documento utile soprattutto per la fase Buongiorno e per il percorso da startup a società quotata fino all’acquisizione da parte di NTT DOCOMO.
- ENDU/Nielsen Sports — indagine sull’impatto economico degli sport endurance. Fonte storica, da utilizzare specificando che i dati si riferiscono alla fase pandemica del 2020; è utile per mostrare quanto ampia sia la filiera economica collegata agli eventi.
Indagine ENDU sull’economia degli sport endurance - La Gazzetta dello Sport — turismo sportivo e studio ENDU. È, a mio avviso, la fonte editoriale più importante per questo articolo: riporta i dati sull’indotto del turismo sportivo e soprattutto la dichiarazione diretta di Casalini sul potenziale ancora inesplorato dell’Italia e sul rapporto tra esperienze autentiche, sport e benessere.
Turismo sportivo: lo studio ENDU - BikeChannel — partnership ENDU/EvoData. Contiene una dichiarazione diretta di Casalini sulla tecnologia come strumento per facilitare l’accesso agli eventi e contribuire al benessere attraverso lo sport.
ENDU ed EvoData per gli eventi endurance







